Il Laboratorio di Analisi delle Superfici – LABAS partecipa a una nuova campagna di indagini diagnostiche non invasive sulla Buona Ventura di Caravaggio, conservata presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini di Roma. Le analisi impiegano un innovativo sistema robotico che integra la scansione macro a fluorescenza a raggi X con un braccio ad altissima precisione.

Indagini MA-XRF robotizzate sulla Buona Ventura di Caravaggio
Indagini diagnostiche non invasive sulla Buona Ventura di Caravaggio mediante il sistema robotico Aramis. Foto: INFN.

Nuove indagini sulla Buona Ventura

La campagna diagnostica è condotta presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini da ricercatrici e ricercatori della Sezione INFN Roma Tre, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre e nell’ambito delle attività della rete INFN CHNet dedicate ai beni culturali.

La Buona Ventura, realizzata da Caravaggio alla fine del Cinquecento, rappresenta una scena di vita quotidiana. Sotto la composizione visibile è stata tuttavia individuata una precedente versione pittorica, già evidenziata da indagini radiografiche condotte negli anni Settanta e da successive analisi promosse dalla Sovrintendenza Capitolina.

Le nuove misure potrebbero fornire ulteriori informazioni sulla Madonna con Bambino nascosta sotto il dipinto e contribuire al dibattito scientifico e storico-artistico sulla sua attribuzione.

Aramis: un robot chirurgico applicato all’arte

Il sistema utilizzato, denominato Aramis, combina uno scanner macro a fluorescenza a raggi X, o MA-XRF, con un braccio robotico originariamente progettato per applicazioni chirurgiche a distanza e successivamente adattato allo studio delle opere d’arte.

Il braccio guida la sorgente di raggi X lungo la superficie del dipinto con precisione micrometrica. Sensori avanzati permettono al sistema di adattarsi in tempo reale alla morfologia dell’opera e di mantenere costante la distanza tra lo strumento e la superficie analizzata.

L’integrazione tra MA-XRF e robotica di precisione consente di ottenere mappe chimiche ad alta risoluzione anche su superfici complesse e non perfettamente planari.

Mappe chimiche dei pigmenti

La tecnica MA-XRF è completamente non distruttiva e permette di ricostruire la distribuzione degli elementi chimici presenti nei pigmenti. Le mappe ottenute possono aiutare a distinguere gli strati pittorici superficiali da quelli sottostanti, approfondire la tecnica esecutiva dell’artista e individuare elementi nascosti non visibili a occhio nudo.

L’impiego del braccio robotico amplia inoltre le possibilità applicative della tecnica, rendendo possibile lo studio di opere caratterizzate da geometrie complesse, come affreschi su superfici curve, volte, sculture e oggetti tridimensionali. Il sistema può anche raggiungere aree difficilmente accessibili con gli scanner bidimensionali tradizionali.

Sistema robotico Aramis durante le indagini sulla Buona Ventura di Caravaggio
La Lettura Corriere della Sera Edizione stampata 3 Maggio 2026

Analisi non distruttiva

La fluorescenza a raggi X permette di studiare la composizione dei pigmenti senza effettuare prelievi o alterare la superficie dell’opera.

Precisione micrometrica

Il braccio robotico controlla con elevata accuratezza la posizione dello scanner e mantiene costante la distanza dalla superficie.

Imaging chimico

Le mappe elementari consentono di riconoscere pigmenti, pentimenti, modifiche compositive e strati pittorici nascosti.

Il contributo del LABAS e di INFN Roma Tre

Il progetto unisce competenze nella diagnostica dei beni culturali, nella fluorescenza a raggi X, nella robotica e nell’analisi scientifica dei materiali. Luca Tortora, responsabile del LABAS, ricercatore INFN e professore dell’Università Roma Tre, ha contribuito allo sviluppo dell’applicazione della tecnologia alle superfici artistiche.

Valerio Graziani, ricercatore della Sezione INFN Roma Tre, ha seguito lo sviluppo e l’integrazione del braccio robotico nel sistema di scansione, rendendo possibile l’acquisizione di mappe chimiche su superfici non planari e in aree difficilmente accessibili.

La campagna dimostra come l’integrazione tra fisica, chimica, scienza dei materiali, automazione e storia dell’arte possa contribuire alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio culturale.

Il progetto EAR – Enacting Artistic Research

Le indagini si inseriscono nel progetto PNRR EAR – Enacting Artistic Research, coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Roma e realizzato in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina.

Il progetto promuove l’incontro tra ricerca artistica e ricerca scientifica, coinvolgendo Accademie di Belle Arti, Conservatori, università e istituzioni di ricerca. La campagna rientra inoltre nelle attività della rete INFN CHNet, dedicata allo sviluppo e all’applicazione di tecnologie scientifiche per lo studio dei beni culturali.

Istituzioni coinvolte

  • Sezione INFN Roma Tre
  • Laboratorio di Analisi delle Superfici – LABAS
  • Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre
  • INFN CHNet
  • Accademia di Belle Arti di Roma
  • Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
  • Pinacoteca dei Musei Capitolini